giovedì 4 aprile 2013

IL GIORNALE &........ LA STAMPA





Il significato del giornale
Originariamente il termine giornale indicava una raccolta di notizie sui fatti avvenuti e nel tempo di 24 ore. Nel significato più comune oggi il giornale è il foglio a stampa pubblicato con cadenza quotidiana contenente notizie di vario genere, commenti e articoli.

Cenni Storici riguardanti il giornali
I primi notiziari furono fatti in Cina. Erano ovviamente scritti a mano in poche copie:però non ebbero nessuna influenza nell'Occidente.
Il primo esempio fu l' ACTA DIURNA, istituito da Giulio Cesare nel 59 a. C. Si trattava di piccoli resoconti della politica scritti o orali. Gli Acta Diurna scomparvero con la caduta dell'Impero Romano.
Nel Medioevo non esiste traccia di giornali soltanto alla fine il bolognese Pietro Villola redige dei messaggi che chiama” lettere” fingendole scritte dai pellegrini.
All'alba dell'Età Moderna le” lettere” si modificano e prendono le sembianze di veri giornali. I primi esempi sono offerti da Venezia dove l'attività commerciale è vivacissima. Poco dopo nascono gli AVVISI. Sono veri agenzie di stampa ANTE LITTERAM. Si tratta senza dubbio del primo esempio di giornale moderno del quale ha molte caratteristiche come per l'editoria in genere, così per la storia del giornale l'invenzione dei caratteri mobili per la stampa rappresenta un grande balzo in avanti. Ma non subito: per un lungo periodo gli Avvisi verranno ancora scritti a mano dai Menanti (copisti). Un esempio di questo si ha nel settimanale pubblicato a Strasburgo nel 1609 che si chiama AVVISO -RELATION.
Verso il Novecento in Italia si pubblicano la Gazzetta del popolo, la Nazione, la Stampa,il Gazzettino, il Messaggero, la Gazzetta dello Sport ecc.....

Significato della stampa
Nel significato comune e tradizionale, è la riproduzione, in genere in numero elevato di copie, di originali grafici.
E' anche l'insieme delle pubblicazioni periodiche come giornali, riviste, ecc...
e quindi anche il contenuto di tali pubblicazioni, soprattutto per quanto concerne la diffusione di notizie e commenti.

Cenni Storici riguardanti la stampa
Meno di due secoli dopo l'invenzione della stampa si registra una prima normativa in materia di stampa sotto forma di licenza concessa dal governo. In Italia la prima legge di regolamentazione della stampa è del 1848; si tratta di una legge ispirata a principi liberali che ricalca le idee di libertà proprie della rivoluzione francese e dei moti rivoluzionari della prima metà del 1800.
Tra il 1924 e 1926 il regime fascista limita la libertà di stampa facendo di essa uno strumento di potere. Dopo la seconda guerra mondiale la stampa riacquista la sua libertà sancita dalla costituzione.

Anna A. ,  Anna Maria C. & Gaia B.

NOI RAGAZZI...COME CI VESTIAMO??



 La moda che c'è in noi
Oggi essere alla moda per i ragazzi,ma anche per gli adulti è uno dei fattori principali; vestirsi e truccarsi è ora un modo per farsi notare e apparire al centro dell'attenzione.

Hollister, Ambercrombie, Subdued, Brandy, Calvin Klein, Armani, Louis Vuitton, Nike, Adidas, Converse All Star...sono questi i negozi più frequentati.
Guardando come si vestono i ragazzi di oggi si può dedurre come sono le loro tendenze: per le ragazze pantaloni stretti,leggins alla moda non solo a tinta unita ma spesso con disegni di teschi, fiorellini...
Per i ragazzi invece pantaloni a vita bassa, capelli schiacciati sulla fronte fino a coprire gli occhi, orecchini, pircing sulla lingua o sulle sopracciglia...
Ai giorni d'oggi le ragazze seguono molto la moda e se su una maglietta non c' è scritto
Hollister, Abercrombie e non supera i 40€ non si può comprare.
Per molti ragazzi il modo di vestire rappresenta tutto anche se per noi non è così: una persona non si può giudicare in base al tipo di abbigliamento che indossa. A nostro parere molti ragazzi tendono a seguire certi dettami della moda per omologarsi, per integrarsi e non sentirsi diversi dal gruppo.
Anche i ragazzi dagli undici a quartordici anni, indossano abiti firmati sentendosi grandi.
Identificandosi con le marche più in voga si corre il rischio però di perdere la propria identità che potrebbe rimanere compromessa dalle stesse griffe che tanto amiamo...si potrebbe dire che la moda sia diventata uno stile di vita!!



C'era una volta la moda

INTERVISTA A MIA NONNA: MODA?

Rebecca:Come si vestivano le ragazze negli anni 60?
Nonna:I vestiti erano molto ampi, con gonne “a tutta ruota”, con colori vivaci. I tessuti più usati erano: lo scozzese e i pois. Si usavano anche i tessuti vaporosi come l'organza, il tafta, quando si usavano questi tessuti leggeri si preferivano colori più tenui.
Rebecca:Con questo abbigliamento quali erano gli accesori più adatti o preferiti?
Nonna:Gli accessori potevano essere scarpe “ballerine” e borse a secchiello. Si indossavano collane lunghe di perle e simpatici cappellini di lana alla moda.
Rebecca:Come erano portati i capelli?
Nonna:Le giovanissime portavano per lo più capelli a caschetto; mentre le più adulte più che altro pettinature raccolte.
Rebecca:Cosa ne pensi della moda di oggi?
Nonna:Penso che le mini gonne o magliette tagliate sopra l'ombelico non siano adatte per andare a scuola o per uscire con gli amici. Penso che i giovani debbano essere più attenti alla persona, e non al vestito che indossano.


LA MODA DI OGGI: COME LA PENSIAMO...

Noi pensiamo che la moda sia una cosa bellissima e divertente...ma anche un po' costosa! Noi ragazze appena vediamo qualcosa che va di moda, la vorremmo
subito. Da un nostro sondaggio la moda viene seguita più dalle ragazze che dai ragazzi... infatti noi amiamo andare a spasso per negozi e se vediamo un paio di scarpe che ci piacciono...le compriamo!

C'è però da dire che non si deve necessariamente indossare qualcosa che sia “alla moda” per sentirsi a posto.
La moda è qualcosa di unico,personale, soggettivo,che non deve diventare un modo per omologarsi e rendersi tutti uguali. Le ragazze e i ragazzi inoltre non rappresentano di certo se stessi solo nel modo in cui si vestono, ma attraverso il loro carattere,le loro idee, il loro modo di agire. Le persone non devono essere giudicate nel modo in cui si vestono perché una persona non è ciò che indossa.


Alice C.
Rebecca M.
Maria Beatrice P.

GLI SPORT PREFERITI DAI RAGAZZI DEL 2012-13



Secondo l’indagine ISTAT n. 49 del 2012, relativa all’anno 2011 (http://noi-italia.istat.it/fileadmin/user_upload/allegati/49.pdf), “L’attività fisica concorre a migliorare la qualità della vita ed è associata positivamente sia allo stato di salute sia alla nascita di valori importanti come lo spirito di gruppo, la solidarietà, la tolleranza e la correttezza, contribuendo così alla realizzazione personale e allo sviluppo dei rapporti sociali”. Lo sport è l'insieme di quelle attività fisiche compiute al fine di intrattenere chi le pratica e chi vi assiste, serve inoltre a potenziare o mantenere la forma fisica e a realizzare obiettivi nella competizione attraverso l’abilità non solo fisiche, per vincere una gara, fare gol ecc ,non si deve infatti essere solamente dotati fisicamente ma ci vuole applicazione, costanza, determinazione.
Ai ragazzi di oggi piace praticare sport sia singolarmente ,come nel tennis, nelle arti marziali, nel nuoto, nel golf, nel bowling..., che in squadra, come nel calcio (lo sport preferito in Italia), nella pallacanestro, nella pallavolo...
Secondo il CONI la classifica degli sport più praticati è la seguente:

1)calcio e calcetto
2)sport acquatici
3)ginnastica
4)sci
5)ciclismo
6)tennis
7)atletica leggera
8)pallavolo
9)pallacanestro
10)body building
Cercando la parola ”sport” sui principali siti informativi, infatti, troviamo quasi sempre pagine e pagine sul calcio o sul nuoto). Noi in questi articoli vogliamo invece a parlare di sport meno conosciuti in Italia ma non per questo meno interessanti.

M.M.A.
Con questa sigla si intende la disciplina sportiva delle Arti Marziali Miste, uno sport da combattimento a contatto pieno il cui regolamento consente l'utilizzo sia di tecniche di percussione (calci, pugni, gomitate, ginocchiate)sia di tecniche di lotta (proiezione, leve,movimenti corpo a corpo).

Una competizione di MMA inizia con il combattimento in piedi e può proseguire a terra e gli atleti possono vincere ai punti, KO o per sottomissione.

Il termine deriva dal fatto che il formato è concepito all'origine come punto di confronto fra differenti discipline; ma nel corso degli anni queste discipline si sono mischiate, sia dalle tecniche che dalle funzioni di ogni disciplina.


LA STORIA
Le odierne Arti marziali miste sono, nello spirito, le ultime eredi della tradizione dell'antico pancrazio greco.
I greci antichi introdussero questa disciplina nelle giochi olimpici nel 648 a.C. , in essa non solo si combinavano il pugilato e la lotta ma inizialmente il regolamento era molto aperto consentendo agli atleti di usare qualsiasi tecnica possibile per sconfiggere l'avversario.

Questo sport si diffuse anche nella società romana.
Nel 393 a.C. Il re Teodosio,con un editto,proibì le festività pagane,i giochi olimpici come i giochi circensi e anche i giochi dello stesso Pancrazio.

LE REGOLE
Negli anni successivi, le MMA continuarono a diffondersi, svilupparsi, arrivando ad ottenere un interesse capace di rivaleggiare con la boxe e il pro-wrestling.

Anche per questo motivo, dato che i combattimenti potevano risultare troppo cruenti per un pubblico sempre più vasto, oltre che per preservare la salute degli atleti, nella UFC prima e in altre organizzazioni poi si aggiunsero progressivamente regole che limitavano.
I vari tornei nati dopo il 1993 erano tutti identici nella sostanza di base, ma introducevano via via piccole differenze nelle regole che li differenziavano fra loro,in quasi tutti gli stati americani per esempio divennero illegali competizioni di sport da combattimento che non presentassero categorie di peso, protezioni minime e limiti di tempo.

INTERVISTA A GIORGIO PETROSYAN...
I:Ciao Giorgio,prima di tutto volevamo farti i complimenti per la tua nuova vincita a Torino,ma anche perché hai raggiunto 650 alunni che vogliono imparare da te,che ne pensi?
G:Beh, sono veramente molto felice di sapere che moltissime persone sono venute per imparare da me,abbiamo anche battuto il nostro record in Sardegna con 350 persone.
I:Tutti volevamo sapere cosa pensi mentre combatti,mentre stai sul ring davanti all'avversario forte o debole che sia.
G:Io non faccio attenzione a quanto sia forte ma il mio unico obiettivo,il mio unico pensiero è quello della vittoria,mentre combatto penso sempre che non devo lasciare un solo secondo libero l'avversario e non smetto di combattere fino alla fine,fino allo sfinimento.
I:tu sei l'idolo di moltissime persone,ma chi era il tuo idolo quando eri un ragazzo?
G:Non saprei dire con esattezza,da piccolo guardavo molti film di combattimento come quelli di Brus Lee,ma devo ammettere che i miei veri idoli sono quelli tailandesi. Nel mio primo incontro ho avuto l'opportunità di combattere con un fortissimo atleta tailandese,ma avevo solo 17 anni,quindi poca esperienza mentre lui era il numero uno in quel tempo e quindi aveva molta più esperienza di me,diciamo che in quell'incontro ho sofferto molto ma non mi sono arreso,infatti è stato lì che ho dimostrato di avere fegato.
I:Il 18 marzo avrai un incontro con un grande atleta, GIRO cosa ne pensi?
G:Devo ammettere che GIRO è un atleta molto più alto e grosso di me e che forse avrà qualche possibilità di vincere ma ripeto,io farò del mio meglio e non gli lascerò un secondo libero neanche per fiatare.
I:Grazie Giorgio,spereremo in te,ciao
G:Di niente,grazie anche a te

COMMENTO DI GIULIO ROMANO
Alcune persone pensano che M.M.A. sia uno sport per persone aggressive,violente,che vogliono scaricare la loro rabbia su qualcun altro.
In realtà è tutto il contrario. Secondo me,per praticare questo sport bisogna essere pazienti,leali nei combattimenti,essere umili perché c'è sempre qualcuno più bravo.
Questo tipo di combattimento mi è piaciuto fin dall'inizio perché mi sembrava meraviglioso pensar di poter fare anche una sola mossa per mettere al tappeto l'avversario durante un incontro,il bullo della scuola o la mamma che insiste per farti fare i compiti.
Quando pratico questo sport sento di poter fare qualsiasi cosa,anche i compiti di matematica...è come se stessi un un altro mondo formato da me,i miei guanti e l'avversario da sconfiggere. Bisogna saper vincere, ma anche perdere con dignità.
L'importante non è rimanere in piedi ma avere la forza di rialzarsi dopo essere caduti.
M.M.A. resta e resterà il mio stile di combattimento preferito in assoluto.






IL RUGBY

Ecco tre famosi aforismi per un importante sport:
Il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini. Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie. Il football è uno sport bestiale giocato da bestie.”
Henry Blaha

Stare al mondo è un casino. Con il rugby va un po' meglio.”
Pigio Pastonesi

Se la vita è un gioco, il rugby è una gran bella maniera di viverla.”
Mirko Petternella

LA STORIA
L’origine dello sport del rugby sta a metà tra la storia e la leggenda. È legata a un ragazzino di nome William Webb Ellis, che si trasferì per ragioni di studio da Salford alla città di Rugby, in Gran Bretagna. William, durante una partita di “big side”(così veniva chiamato il calcio) prese improvvisamente la palla con le mani e si diresse a tutta velocità verso la linea di fondo. Era il primo novembre del 1823 e nasceva il rugby.

LE REGOLE
Da allora questo avvincente sport andò incontro a molte modifiche, fino a arrivare alla versione attuale: l’avanzamento del pallone avviene o passandolo o calciandolo e il passaggio può essere effettuato solo indietro o lateralmente. Il punto viene ottenuto quando si segna una “meta”, cioè quando un giocatore riesce a superare la linea di fondo e a schiacciare la palla a terra. Il fallo laterale si chiama “touch” e consiste nel lancio della palla tra due giocatori (che devono saltare e prenderla) da parte della squadra che ha subito i “fuori”. Passaggio avanti, fuorigioco e altri falli sono sanzionati con un calcio piazzato o con una mischia di sei giocatori contro sei che si spingono cercando di prendere la palla, che il mediano inserisce tra di loro, usando solo i piedi.

IL COMMENTO DI FRANCESCO
Prima di tutto va specificato che questo sport, come d'altronde quello di Giulio, non può essere praticato da chiunque, bisogna avere il fisico adatto e ragionare nel modo adatto.
Quando gioco mi sento meglio quando i miei compagni mi dicono bravo o mi dicono che non importa se sbaglio, l'importante è che ci provi.
La prima volta che ho provato questo sport(rugby)è stata in I elementare e,vedendo che mi entusiasmava moltissimo ho proseguito nel praticarlo fino alla IV elementare e dopo due anni di pausa ho ricominciato in II media.
Questo sport mi affascina molto e lo trovo anche migliore del calcio,da diversi punti di vista; es: quando assisti ad una partita,al contrario del calcio,non ci sono poliziotti,ecc.,infatti non ci sono risse,manifestazioni,proteste...perché, in un certo senso tutte le botte se le danno già i giocatori in campo!
Quando mi trovo in campo,però è tutta un'altra storia rispetto ad assistere ad una partita dagli spalti.


INTERVISTA A FABRIZIO E REMO
I: Buon giorno Fabrizio, volevamo farti una domanda veloce: secondo te come e quanto era praticato il rugby quando eri un adolescente, rispetto a oggi?
F: Secondo me era più praticato,oggi invece i ragazzi preferiscono di gran lunga
sport come calcio, nuoto, ginnastica,ecc
I: Grazie di tutto,vediamo invece cosa pensa a riguardo Remo.
R: Ai miei tempi il rugby non era così praticato come ai tempi di mio figlio (Fabrizio), perchénon era ancora così diffuso in Italia, erano tempi di guerra, quelli della mia adolescenza e inoltre questo sport non era sviluppato ed articolato come adesso, anche dal punto di vista delle regole.
I: Grazie molte a entrambi!
F: Di niente,a te,arrivederci!


DI GIULIO R. & FRANCESCO A.

I GIOCHI E DIVERTIMENTI DI UNA VOLTA


Quello che adesso non si fa più  
  L'era del computer “spazza via” i giochi più semplici e divertenti, ma quali sono le conseguenze?

I giochi e i divertimenti di settant'anni fa erano diversi da oggi. Infatti si giocava con dei semplici oggetti, ad esempio usando una corda, delle bambole di stoffa o di cellulosa o palle di cuoio. Si giocava inoltre ad “acchiapparella”, mosca cieca o alla campana.

Non essendoci ancora i computer, gli I-pod e i videogiochi era più facile che ci si trovasse nei cortili o all'oratorio. Lì, poi, iniziavano grandi sfide a palla prigioniera, a nascondino ,salto la corda. Si sfidavano anche, i più spericolati, in gare di velocità a cavallo delle proprie biciclette . Ma non solo le abitudini di gioco sono cambiate,ma anche il comportamento. Infatti nel passato i ragazzi ci tenevano i giochi che possedevano. Per questo i genitori o nonni conservavano con cura i giochi. Adesso, invece,i ragazzi,appena esce un nuovo gioco buttano via i giochi che avevano per far posto a quelli nuovi. Può darsi che a noi questi giochi facciano ridere tuttavia penso che sia molto più divertente giocare all'aria aperta e conoscere altri ragazzi, piuttosto che stare “impalati”
davanti alla televisione o al computer.

INTERVISTA a ZOU-ZOU
- Come vi divertivate nel passato?
- C'erano vari modi,le bambine giocavano con le bambole mentre i ragazzi giocavano a palla,ma anche con la compagnia dei nostri amici.
- In quale luogo giocavate?
-Giocavamo nei campetti di scuola,nell'oratorio,anche nei parchi o nelle case di qualche nostro compagno.


-Pensa che le abitudini di gioco e di divertimento siano cambiate?
-Beh,sono cambiate molto e credo che, adesso stando davanti alla console faccia male alla vista e all'udito,mentre prima si giocava e ci si divertiva giocando all'aria aperta.
-Secondo lei i giovani ci tengono come voi ai giocattoli?
-A questa domanda non saprei rispondere perché alcuni ci tengono mentre altri no.
Ci sono molte differenze tra ieri e oggi.
La maggior parte dei giocattoli di una volta,oggi non esistono più, perché col passare del tempo si sono evoluti.

Oggi, i giocattoli sono “elettronici”, infatti, si tratta soprattutto di:play-station, wii, computer,cellulari....
Mentre oggi i ragazzi non escono più a giocare all'aria aperta ma rimangono chiusi in casa a giocare coi videogiochi.
Comunque oggi i ragazzi rimangono in casa non da soli ma in compagnia degli amici.







MOSCA CIECA
Bambini che giocano a mosca cieca
Ci si disponeva a cerchio e un bambino a scelta veniva posto nel mezzo con una benda gli occhi: lui era la mosca cieca!!! La mosca cieca doveva cercare di prendere uno degli altri bambini che intanto correvano, saltavano, lo stuzzicavano e lo chiamavano in molti modi.
Quando e se riusciva a prenderne uno, doveva indovinare di chi si trattava. La difficoltà era data dal fatto che doveva farlo senza togliersi la benda, toccando il viso, i capelli, le mani... del poveretto che si era fatto acciuffare e che nel frattempo stava muto per non dare indizi.
A questo punto si aprivano due possibilità:
-se la mosca cieca indovinava, si toglieva la benda per consegnarla alla “nuova” mosca cieca;
-se non indovinava, il gioco proseguiva con la “vecchia” mosca cieca.
Questo è il gioco che i ragazzi di settant'anni fa praticavano di più; oggi infatti la maggior parte dei ragazzi non lo fa per l'esistenza di altri giochi nuovi.

NASCONDINO


Nell'articolo precedente abbiamo nominato alcuni giochi come nascondino.
Si può praticare in due o più persone, il gioco consiste che una persona a scelta conti
fino a un numero prestabilito, con gli occhi chiusi, e dopo cercare gli altri partecipanti.
Ci può anche esserci una tana, ma in questo caso il gioco cambia un po', i partecipanti nascosti per vincere devono “tanarsi” nel luogo dove la persona scelta aveva contato; mentre chi contava appena visto la persona nascosta doveva “tanarlo”.
Poi c'è anche nascondino cinese conosciuto anche come sardina con le stesse regole di nascondino.

Maria L. e Giulia M.

ROMA-MILAN 4 - 2





Una partita che mi ha particolarmente colpito è stata Roma-Milan del 22 Dicembre 2012.

La vidi a casa con mio padre ed un suo amico.
Io ero molto agitato, sia per l'emozione e sia perché la formazione in campo non mi convinceva.
Appena l'arbitro fischiò, Totti passò la palla a De Rossi che subito la verticalizzò a Lamela che, non sapendo a chi tiarla, la diede dietro a Marquinhos. A sua volta la passò a Balzaretti che sbagliò (come al suo solito!!)e la palla fu intercettata dal milanista Boateng, ci fu uno scatto fulmineo del suo compagno El Shaarawy che la prese, lasciò sul posto Piris e si avviò verso la porta della Roma. Era da solo, secondo me avrebbe segnato, ma Goigoichea, il portiere della Roma, fece un uscita splendida ed intercettò il dribbling di El Shaarawy.
Goigoichea allora rinviò il pallone, che, ricevuto da Florenzi, dopo un serie di passaggi fu preso da Piris e crossato a Burdisso. Libero di colpire di testa, realizzò il GOOOOOOOOOOOOOAL!!!!
Il gioco riprese subito, la partita fu un pò lenta fino al sedicesimo minuto, quando Lamela, grazie ad uno splendido passaggio di De Rossi, riuscì a segnare.
Evviva!! La Roma stava vincendo 2-0.
Ma non era detto che fosse sicuro vincere la partita.
Il gioco a questo punto era molto più affascinante, dominava la Roma e azione su azione finalmente si arrivò al 3-0 firmato dal secondo gol di Lamela.
Sembrava che il Milan avesse perso le speranze e che non giocasse più . Infatti ci fu persino il 4-0 segnato da Osvaldo.

Ormai la partita appariva giunta al risultato finale, ma nel calcio non è mai detto e... ecco il rigore per il Milan realizzato da Pazzini seguito dal goal di Bojan, su assist di El Shaarawy.
Al fischio finale ero veramente felice, una partita difficile da scordarsi!!!

FORZA ROMA!!!
Francesco L.

MONDIALI DI CALCIO IN BRASILE


2014:UN ANNO SPECIALE




Il 2012 è stato un anno in cui si sono svolte due importantissime competizioni internazionali: le Olimpiadi a Londra e gli Europei di calcio in Polonia ed Ucraina.
Proprio quest'ultimo evento è stato una piacevole sorpresa, infatti,dopo la deludente prestazione della nostra nazionale nei Mondiali svolti due anni prima in Sud Africa, siamo riusciti a stupire ed a stupirci arrivando in finale, dove, abbiamo ceduto di fronte ad una fortissima Spagna.
Ora tutto il mondo aspetta con trepidazione la prossima grande competizione internazionale: il Campionato di Calcio mondiale 2014 che si svolgerà in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio.
Per noi italiani il calcio è lo sport più seguito ed ,in particolar modo quando gioca la nostra squadra, ritroviamo il senso di unione nazionale e riusciamo anche a dimenticare per un po' tutti i nostri problemi, cosa che ci serve tanto soprattutto in questo momento di grande crisi.


Assegnazione

Campionato Mondiale 2014 si sarebbe giocato in Sud America, secondo la regola della rotazione tra le diverse confederazioni, Il 7 Marzo 2003 la FIFA annunciò che il infatti il continente sudamericano non ospitava quest'evento sin dai tempi di Argentina '78.
Il 3 Giugno 2003 La Confederazione Calcistica Sudamericana – CONMEBOL- comunicò che Argentina, Brasile e Colombia avevano espresso il desiderio di presentare le loro candidature, tuttavia Argentina e Colombia rinunciarono a tale progetto, lasciando così il Brasile unico candidato. Nonostante ciò, la FIFA avrebbe tenuto in considerazione altre candidature nel caso in cui il Brasile non avesse superato gli standard di qualità richiesti.
Il Brasile non ha deluso le aspettative, infatti tale nazione, che insieme alla Russia ed alla Cina è tra le potenze economiche emergenti, ha fatto grandissimi investimenti per mostrare tutti i suoi progressi in questa grande vetrina internazionale.
E' così che il 30 ottobre 2007, a Zurigo, sede principale della FIFA, è stata ufficialmente presa la decisione: l'edizione 2014 della Coppa del Mondo si sarebbe giocata in Brasile.


In primo piano : Il pallone

E' proprio lui uno dei protagonisti principali di quest'evento!
In questo caso gli appassionati di calcio brasiliani hanno scritto un capitolo importante nella storia della Coppa del Mondo scegliendo il nome del pallone ufficiale della competizione.
L' Adidas, fornitrice del pallone ufficiale World Cup dal 1970, si è ispirata ad alcuni elementi della cultura brasiliana per ridurre a tre la short list di nomi fra cui si poteva scegliere il vincitore.
Il nome così scelto è stato Brazuca.
E' questo un termine informale utilizzato dai brasiliani per descrivere l'orgoglio nazionale per lo stile di vita del Paese: sempre pieno di voglia di vivere, emozioni ed orgoglio proprio come il loro approccio al calcio.
L'annuncio è stato dato da una delle legende di questo sport Cafu, durante un programma in diretta televisiva.
Il pallone è stato sviluppato tenendo presente le diverse condizioni ambientali presenti in Brasile ed è stato testato da diversi club e federazioni.

Come nascono i Mondiali di Calcio

La prima partita di calcio che vedeva affrontarsi due squadre nazionali avvenne nel 1872: Inghilterra vs Scozia, poiché questo sport era ancora poco praticato fuori dalla Gran Bretagna.
La prima significativa espansione del calcio mondiale avvenne nel maggio 1904 anno in cui venne fondata la FIFA che, alla data della sua fondazione comprendeva solo sette nazione europee. In quegli anni il calcio diventò sempre più popolare e fu incluso come sport dimostrativo, ovvero senza medaglie in palio, ai Giochi Olimpici dal 1904 per essere parificato agli altri sport nell'edizione del 1908.
Nel 1906 in Svizzera, la FIFA tentò di organizzare un torneo internazionali per nazioni fuori dalle Olimpiadi ma, fu un fallimento.
Quindi solamente durante le Olimpiadi le squadre nazionali avevano modo di affrontarsi ma si trattava di formazioni amatoriali e quindi non rappresentanti dell'effettiva forza del movimento calcistico degli stati.
Dopo varie vicissitudini finalmente nel 1914,la FIFA acconsentì a riconoscere il torneo olimpico come un “campionato del mondo per i dilettanti” e da allora prese parte attiva nell'organizzazione dell'evento. A questo punto si tenne la prima edizione delle olimpiadi riconosciute dalla FIFA,nel 1920,e ad imporsi fu il Belgio. Invece nelle due edizioni successive (1924 e 1928) il successo arrise l' Uruguay. Nel 1928 la FIFA prese la decisione di mettere in scena un proprio urne internazionale. Poiché l'Uruguay aveva conquistato per due volte il titolo del mondo(anche se per dilettanti),nel 1930 la FIFA lo scelse come paese ospitante della prima edizione per professionisti,in concomitanza con il centenario dell'indipendenza dello stato sudamericano.
La prima competizione di questo tipo ebbe luogo nel 1930 e consistette in un torneo avente solo la fase finale alla quale presero parte le 13 nazioni che accettarono l'invito.
Il torneo si è successivamente evoluto fino a comprendere circa 200 squadre nazionali affiliate alla FIFA che si sfidano in lungo torneo di qualificazione che si tiene nei tre anni precedenti la fase finale.

SPERIAMO CHE L' ITALIA VINCA!!!!


Francesco L.

Snowpark o slalom gigante?


Il contrasto tra gli sci e lo snowboard

Cosa scegliere?

Fino a qualche anno fa gli sciatori governavano gli impianti sciistici di ogni parte del mondo.
Poi, una decina di anni fa arrivarono gli snowboard, l'esatto contrario degli sci e subito entrarono in contrasto.
Ma quale mezzo scegliere per scendere dalle montagne?
Per me, gli sci, anche se hanno origini molto più antiche, restano sempre il top del top.
Infatti anche solo la sensazione di avere le gambe separate una dall'altra rendono gli sci fantastici.
E poi si tengono in mano le racchette che aiutano a fare le curve stabilizzando il corpo e rendendo i movimenti molto più semplici.
Però gli snowboarders non la pensano così.
Infatti criticano gli sci dicendo che con essi non si possono fare grandi salti, che gli scarponi da sci sono scomodi,
che gli snowboarders sono migliori, che gli sciatori di qua e gli sciatori di là.
Io però smentisco tutto, infatti esistono gli sci da freestyle che sono fatti apposta per i grandi salti, i tubi..., per quelli che solitamente vengono chiamati snowpark.
Poi, è vero che gli scarponi sono scomodi, ma è pur vero che la sensazione che si prova quando poi si tolgono è unica.
In fine gli snowboarders dicono che sono migliori degli sciatori,
ma quella è un pensiero personale.
Comunque adesso concludo dicendo che gli snow non potranno
mai competere con gli sci.

 Alessio B.

Le Alpi


La grande catena montuosa italiana
Meta sciistica di italiani e stranieri

Le Alpi sono una catena montuosa che attraversa l'Italia Settentrionale da Est a Ovest abbracciando la Pianura Padana.
E' un sistema lungo circa 1200 Km ed è diviso in Alpi Occidentali,Centrali e Orientali.
Le Alpi Occidentali a loro volta si suddividono in Alpi Marittime,Cozie e Graie,quelle Centrali in Pennine,Lepontine e Retiche, quelle Orientali in Dolomiti, Alpi Giulie e Carniche.
I Monti alpini sono costituiti da rocce molto resistenti che non patiscono pesantemente l'erosione.
Fanno eccezione le Dolomiti che invece sono costituite da rocce calcaree molto friabili che ne determinano le loro forme molto particolari. Inoltre al loro interno contengono la dolomina che,durante il tramonto,muta il loro colore in rosaceo,offrendo ai turisti un panorama unico.
Ad altezze importanti sono presenti ghiacciai perenni che alimentano i fiumi che scorrono nella Pianura Padana.
La flora e la fauna alpine variano a seconda dell'altezza.
Sotto i 1000 metri vivono volpi,cinghiali,lepri e scoiattoli e crescono querce,cipressi,castagni e betulle.
Tra i 1000 e i 2000 metri vivono orsi, cervi e marmotte e sono presenti molti boschi di conifere.
Sopra i 2000 metri vivono stambecchi, camosci, aquile reali e crescono le stelle alpine e i rododendri.
Sopra i 3000 metri il clima non permette la vita di animali o alberi, infatti le uniche forme di vita sono i muschi e i licheni.
Molto importanti per la protezione degli animali in via di estinzione sono i parchi nazionali.
Alcuni molto importanti sono: il parco del Gran Paradiso, quello dello Stelvio e quello delle Dolomiti Bellunesi.
Inoltre le Alpi sono anche luogo di famosissime località sciistiche: Bormio, San Martino di Castrozza, Cortina d'Ampezzo,
Arabba...
Se non vi ho convinto sulla bellezza e sull'utilità di queste montagne andatele a visitare per trascorrere un'esperienza fantastica a contatto con la natura
Alessio B.

GONNE A RUOTE - DAGLI ANNI ’50 AGLI ANNI ‘80


Gli anni passano e con loro anche la moda


ANNI ‘50
Gli anni '50 sono il decennio del rock 'n' roll, dei blue jeans, delle t-shirt.
E’ il momento in cui cominciano a comparire i primi bikini. Andavano molto di moda le classiche gonne a ruota e si mettava molto in evidenza il punto vita con cinture colorate, completando il tutto con una camicia bianca o a pois; un ulteriore tocco di colore era dato da un foulard legato al collo; per quanto riguardano le scarpe,si indossavano delle semplici ballerine ma per le donne più adulte non potevano mancare delle scarpe dal tacco basso, mentre per i capelli…beh…ci si acconciava
con una semplice coda di cavallo che mettava in piena evidenza una frangetta liscia e di media lunghezza o ci si faceva una riga di lato in cui i capelli, sciolti, cadevano sulle spalle in vistosi boccoli. Non a caso gli anni ’50 sono il periodo dei bigodini, utilizzati spessissimo per dare volume ai capelli.



ANNI ‘60
Gli anni ’60 sono il decennio del casual e dei vestiti corti: ecco perché erano famosi gli abiti corti larghi e senza punto vita. Si sceglievano colori sgargianti e molto anche uno stile a stampi: negli anni ’60, infatti, i disegni sui vestiti sono spesso geometrici e dalle linee ben definite. Da non dimenticare sono le minigonne, accompagnate da camicie trasparenti d’estate e maglioncini a collo alto d’inverno.
Grandi protagonisti degli anni ’60 sono gli occhi: abbandonato il rossetto rosso, le tendenze del make up puntarono a ricreare un effetto bambola con occhi appariscenti e spesso eccessivi. Questo è il motivo per cui nelle trousse non mancavano mai eyeliner e mascara neri, che rappresentavano lo stile dell’epoca. Per quanto riguarda i capelli, invece, erano di moda i tagli alla maschietta molto corti, oppure i caschetti con la frangia. Tipici dell’epoca sono anche i capelli cotonati raccolti sotto una fascia o la classica coda di cavallo.









ANNI ‘70

La parola chiave per questo decennio è colore. Il colore si posa su ogni capo di abbigliamento, dalle camicie ai miniabiti, fino alle scarpe. Erano ormai state riposte nei propri guardaroba le minigonne e si facevano spuntar fuori pantaloni a zampa di elefante e pantaloncini jeans. Gli shorts andavano indossati a vita alta e si accompagnavano con camicie colorate dal taglio svasato. Queste ultime, indossate per sottolineare il punto vita, venivano infilate dentro gli pantaloncini. Per pantaloni lunghi, a quell’epoca, ne esistevano solo un paio: quelli a zampa di elefante che, accompagnati da una bella cintura, erano il vero e proprio tocco dello stile dell'epoca. Per quanto riguarda le scarpe, sia con gli shorts che con i pantaloni a vita alta, si osava molto con le altezze: erano gli zoccoli e le zeppe, insieme ai particolarissimi tacchi cubici dell'epoca. Per gli accessori, si puntava particolarmente su occhiali di grandi dimensioni e cappelli con grandi visiere "flosce". La donna anni '70 girava con un’acconciatura molto semplice: capelli sciolti e fluenti, sia con frangetta che con riga in mezzo. Per quanto riguarda il make up, si osava esagerare col colore! Grandi protagonisti erano gli occhi, sui quali si associavano ombretti colorati, mascara nero e eyeliner che non dovevano mai mancare.


ANNI ‘80
A dominare la scena sono i colori fluo, le spalline e i jeans a vita alta. Tutto viene portato all'eccesso e, forseper la prima volta, le mode provengono dal mondo della musica.
Osare: è questa la parola chiave che caratterizza lo stile anni '80. Si indossavano jeans stretti e a vita alta. Ci si strizzava la vita con una cintura dalla fibbia importante abbinando il tutto con una semplice felpa, di solito infilata dentro i pantaloni. D’estate non si poteva poi fare a meno dei pantaloni ciclisti: strettissimi e sopra al ginocchio, che si potevano accompagnare ad una gonna larga tutta tulle, sia nera che fluo.
 Abbinata alla gonna, una t-shirt larga sul punto vita, che lasciava scoperta parte delle spalle. In alternativa, andavano di moda anche le maglie a pois. Per quanto riguarda gli accessori, invece, non potevano mancare braccialetti e collane importanti: più se ne indossavano, meglio era! Era ormai scoppiato un grande boom della bigiotteria: anche alle orecchie non potevano mai mancare grossi orecchini apllicati con le caratteristiche clip. Decisamente irrinunciabili erano le fasce elastiche colorate o maxi fiocchi per adornare i capelli, da “decorare” con fermagli sormontati da grandi fiocchi bombati. 
Decennio degli eccessi anche per quanto riguarda il make up, il trucco esagerava nei colori. Gli occhi diventavano un arcobaleno di colori, ma ad essere più specifici sono gli ombretti fluo che sconfinavano oltre le sopracciglia. Le labbra erano molto definite: non solo rossetto, ma anche matita a ridisegnare il contorno labbra.
Per quanto riguarda i capelli, a vincere era senza dubbio il volume: gli anni '80 sono il periodo dei capelli cotonati e della permanente. Le chiome gonfie venivano abbellite con cerchietti e fermagli strain.
Intervista alle nostre nonne

Vorrei farti delle domande per informarmi meglio sulla moda dagli anni '60 agli anni '80
L'intervista ho deciso di farla a mia nonna Giuseppina per chiederle cosa andava di moda nei suoi anni '60 '70 '80.


La seguivi la moda?
Si molto

Cosa indossavano le donne negli anni '60-'70 e '80?
Negli anni '60 andavano di moda i vestiti gonfi ed era nato un nuovo tipo di tessuto a “ BOZZETTI” chiamato Clo Clo. Erano i primi anni che le donne cominciavano ad indossare i pantaloni di stoffa.
Negli anni '70,invece,le donne hanno iniziato ad indossare jeans e non l'hanno più lasciati e le ragazze iniziavano ad andare in discoteca.Si indossavano le scarpe con i tacchi bassi e alti ed erano stati inventati gli stivali a gamba alta.
Negli anni '80,... beh,cambiò tutto.Si iniziò ad indossare le giacche di pelle e i pantaloni attillati;anche gli accessori erano esagerati e si osava molto con il colore.

Invece i capelli... come ci si acconciava?
Negli anni '60 e '70 si portavano i capelli gonfi e sciolti,mentre negli anni '80 non c'era una moda precisa,anzi ognuno inventava il suo stile.

Per quanto riguarda gli accessori ricordi qualcosa?
Beh,gli anni '60 e '70 rimangono simili,in quanto si indossavano le scarpe con il tacco basso e gli occhili alla” Marilyn Morroe”;le borse erano piccole e molto spesso a tracolla.Gli orecchini,i bracciali e le colanne erano A PERLE.
Negli anni '80 iniziarono ad andare di moda le “MAXI BAG”e le scarpe erano alte con la zeppa esagerati.
Gli accessori...Beh...erano super esagerati:colori elettrici e sgargianti!


Maria Vittoria




L'intervista ho deciso di farla a mia nonna Fortuna, chiedendole cosa andava di moda nei suoi anni , gli anni '70.

Come ci si vestiva negli anni 70?
Per le donne era normale vestirsi con tubini neri o colorati accompagnati da lunghi stivali o ballerine con calze colorate. Le donne indossavano spesso vestiti a trapezio, Emilio Pucci inventò la seta morbida a disegni geometrici e vestiti comodi. Prima non er come adesso che per vestirci ci facciamo consigliare dagli stilisti ma per essere alla moda si leggevano le riviste di moda.
Come ci si truccava e come si portavano i capelli?
I capelli si portavano lunghi e lisci e come trucco si usava principalmente il mascara e la matita, un trucco molto simile a oggi.
E' cambiata molto la moda degli anni '60 e '70?
Si è cambiata molto. Perchè dopo la rivoluzione degli anni 60' quando l'abbigliamento sia delle donne che degli uomini era esasperato,mentre negli anni 70' il look divento molto più serio di prima.

Giorgia

COMMENTO
La moda che c'era prima è la stessa che sta tornando adesso. La moda di prima,rispecchiava la femminilità di ogni donna che indossava tutto ciò che voleva. Per noi la moda che c'è adesso e quella che c'era prima è tutta uguale anche come andavano i capelli,magari tutti cotonati come anche adesso appunto si indossano.Per quanto riguarda il vestiario anch'esso è uguale a adesso. Perchè ogni 15-20 anni ritorna sempre di moda le stesse cose degli anni passati. La moda comunque ha sempre rispecchiato il periodo storico.Sicuramente non verrà mai cancellata perchè ha lasciato un segno indelebile nella storia di tutte le persone che sono vissute in quel periodo.Forse prima chi si vestiva in maniera strana non era preso per una persona non normale come ai tempi di oggi,perchè prima la moda la inventavano tutti ogni giorno mentre oggi cambia ogni anno.